Viaggi dimensionali

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Qualche tempo fa ho accompagnato a casa un mio amico che è andatoa vivere ai confini della realtà, durante il ritorno mi sono “addormentata” ascoltando il CD che avevo in macchina. Ultimamente vagano per i sedili un paio di album di Ligabue, non che io sia una fan accanita, mi piace, lo apprezzo molto, ma non è il mio idolo; solo che data l’assidua presenza sui sedili, finiscono con l’essere assiduamente presenti anche nel lettore. Mentre ascoltavo quello che quasi sicuramente è il  mio album prefertio ( Ligabue ) il mio cervello è andato in standby ed i nuclei arcaici del mio encefalo hanno preso il controllo del mio corpo, mi hanno estromessa e si sono messi a giocare con i miei ricordi.

Il mio liceo era strutturato su 3 piani, le aule del pian terreno erano adibite a spogliatoi, palestrine, salette proiezioni, laboratori e quanto di più assurdo venisse in mente ai professori. Per noi studenti il piano terra era una zona di passaggio e non avevamo modo di scoprirne liberamente i segreti; anche i bagni erano poco frequentati perchè comunque andavamo in quelli del piano in cui c’era la nostra aula. Non ricordo in quale occasione, ma un giorno entrai nel “bagno delle femmine” posto al pianterreno. In quella occasione scelsi il bagno centrale, forse quello a destra non mi ispirò e quello a sinistra non aveva la chiave o viceversa; oppure semplicemente decisi che dovevo entrare lì o il destino scelse per me, so solo che adesso ricordo perfettamente, come fosse ieri, che dietro la porta, in una bella grafia pulita tipica delle ragazzine, in uno stampatello tondeggiante, erano stati impressi con una biro blu i seguenti versi:

CI HAN CONCESSO SOLO UNA VITA SODDISFATTI O NO QUA NON RIMBORSANO MAI E CALENDARI A CHIEDERCI SE STIAMO PRENDENDO ABBASTANZA, ABBASTANZA. SE PER OGNISBAGLI AVESSI MILLE LIRE, CHE VECCHIAIA CHE PASSEREI. STRADE TROPPO STRETTE E DIRITTE PER CHI VUOL LCAMBIAR ROTTA OPPURE SDRAIARSI UN PO’ E ANDARE VA BENE PERO’ AVOLTE SERVE UN MOTIVO…UN MOTIVO.

Il testo c’era tutto e mi piacque, cavoli se mi piacque! Tant’è che ancora adesso dopo 12 o 13 anni la ascolto ancora come la pima volta e mi perdo nei miei pensieri tornando a casa da non so dove, pensando alla mia vita lontana da qui; che bel ricordo. Grazie Luca, se non ti avessi accompagnato quella sera, forse non mi sarei mai ricordata di quella fantastica scoperta dietro la porta del bagno delle femmine.

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