Capo III

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Senso di vuoto

separato dal fondo di melassa,

galleggia nel catino della mia

vuota anima.

La luce filtra attraverso lo sporco del vetro

il tergicristalli si è sfaldato

come le mie unghie

che graffiano la tua pelle.

Traballa ancora la mia incertezza,

tremano le mie labbra

assaporate dalla tua amarezza.

Rimuovo il dolore non volendoti,

mi ordino di non cercarti,

ho paura.

Per la prima volta dopo tanto,

ho paura.

Mi aggiro nella mia vita come un fantasma.

Sento un forte impulso di perderti ,

desiderio indomabile di

non averti e ferirti

per non soffrire il vuoto dell’ assenza.

Mescola di calce ferve

sotto un intonaco sbiadito .

Non poserò colori

su questa biacca di

sangue e lacrime.

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