Il lecca lecca nell'incavo dell'arte

Standard
Io “ C’ho un lecca lecca nell’incavo del labbro ?! “
L. “No! C’è un lecca lecca nell’incavo dell’albero! “
A. “ Ah…! Io avevo capito: sono un lecca lecca nell’incavo dell’arte”
L. “ Che bella immagine, un lecca lecca nell’incavo dell’arte, avrei voluto dirlo, se fossi Van Gogh ci averi messo un sacco di blu e ne sarebbe venuto fuori un quadro stupendo.”
Intanto svoltiamo, il temporale ha imposto un trasolco forzato ai rami dei pioppi. Detesto i pioppi, i lecca lecca non mi piacciono granchè, Van Gogh invece lo adoro. Mi devo comprare una lava lamp per riscaldare la mia nuova stanza. Il grande specchio dell’armadio mi fissa minaccioso ogni volta che  entro, sembra giudicare il modo in cui mi colloco nello spazio. Il mio amico poeta mi da della Signora nevrotica, forse ha ragione. Il mio vecchio amico poeta calabrese aveva capito, si chiamava anche lui Francesco…è un bel nome per un amico, un nome sbagliato per un poeta. Alessandro è un bel nome per uno scrittore, un brutto nome per un amico, ma di scrittori ce ne sono troppi. Io mi chiamo Aurora, un nome che non va bene per nulla; per un medico non è adatto, per una scrittrice inappropriato, per una moglie stridente, per un’amante inusuale, per un’amica complicato ( ce ne sono di migliori ), per la donna pazza di uno scrittore alcolizzato è perfetto Zelda e Aurora non ci sta a dir nulla, per un’attrice è poco incisivo, per un politico è ridicolo, per una figlia è foriero di sventure, non riesco a trovare nulla che si addica al mio nome.
8 giugno ore 12:00, via Algardi 3/A, lasciate ogni speranza voi che entrate…
Il signore grosso con i denti rovinati sta inscenando la solita pantomima, ha estratto il biglietto inchiostrato dalla sorella, finge di non comprendere la grafia per palesare che lui è solo un portavoce, intanto l’inutile zitella ci toglie l’aria. Si divertono così gli inutili senza un ruolo, con quel poco di potere che hanno, fanno, disfano, concedono e negano. Oggi è l’aria, farà caldo tra un’ora e per far ripartire il condizionatore ci vorrà un po’, ma tanto lei sarà andata via.
Adesso è i lturno di quel vecchio rompiballe di Sergio, questa giornata non la reggo proprio, quello scassacazzi pettegolo si sta occupando dello stato civile di non ho ben capito chi.
S. “Ci sono dei diritti che se non sei sposato…”
( E il nostro diritto di non starti a sentire?)
A. “Ma Sergio siamo nel 2005 uno fa quel che vuole!”
S. “Alooora? Siamo nel 2005…siamo nel 2005…eh sì siamo nel 2005”
( Ecco è il 2005 sarà ora che ti scavi dai coglioni )
S. “ Ho comprato il pesce”
A. “ Adesso vai  acasa a cucinarlo?”
S. “ No è già cotto è pesce persico “
(Fosse la volta buona che che ti strozzi con una spina…)
….una voce dal fondo della sala..ODDIO TOCCA A ME!!
S. “ Aurooooraaa…”
( Rabbrividiamo! Biascico controvoglia )
Io. “ Giorno..(che palle) “
S.” Ah buongiorno, sì buongiorno”
( Odio questa cosa del ripetere all’infinito l’ultima frase che gli dici )
S. “Oh soccia non prendo mai niente, mi vuole dei cavalli sicuri!”.
 Adesso parla con l’imbornito, so che tra poco verrà al mio terminale, per ora si sente solo la sua voce, capisco un terzo di quello che dice perché parla in bolognese stretto. In compenso mi ha distolta dal mio attacco di creatività, non lo odierò mai abbastanza per questo. Cade una moneta e lui “ Chi semina non raccoglie. “
Dio mio se lo odio! Direi che è proprio una gran giornata. Eccolo con la sua odiosa voce baritonale.
S. “ Auroooraaa…”
Io “ Dica…”
S. “ Siamo pronti?”
Io “ Dica!”
S. “ Alooora: Modena, settima T3…ah l’hai bell’ e scritt’ ?!”
Blatera le sue giocate. Il potere della barra! Poco mi irrita come Sergio che chiama anche la barra, quella è roba nostra, usurpa il nostro compito di raggruppare i numeri, è come se una dattlografa tra una parola e l’altra si sentisse dire “spazio”, cazzo! Lo saprò da me se devo mettere una barra!.
Io.”Sono 39,50 Sergio”
S.” Come?! C’è un errore di sbaglio!”
E pensare che all’inizio, 3 anni fa, mi era anche simpatico.
S.” I cosacchi…” si allontana, mi accosto furtivamente un auricolare,
il JukeBox mi allevia con i Muse – Sing for absolution.

Avercelo un lecca lecca nell’incavo dell’arte!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...