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Apro gli occhi, mi trascino verso il bagno, poi barcollo fino allo schermo per controllare il winmx  <LiaBeth> ciao ..       sono americana ..   cinque anni ho ascolto una canzone (penso che De Gregori) lui in barca con mezza bottiglia di vino ..    canzone lentamente .. forse solo una chitarra ..  tu conosce il titolo ?
scusami .. il mio italiano non e` molto bene .. studio da tre anni.
<Zelda> sai dirmi altro della canzone?
<LiaBeth> non so molto ..    solo che ho detto ..     e forse dice ..  hmmm hmmm hmmmm ..   non so la parole per  ” hum ” in italiano ..     fa rumore della canzone con bocca chiusa .. <Zelda> è una canzone lenta o ritmata?
<LiaBeth> io non so la parola   ritmatica ..    ma la canzone ha solo una chitarra io penso ..  quieto .. un po` lento …     cinque anni fa ho molte cd di  Dalla e De Gregori .. poi ho perso un cd con la canzone .. non ricordo il titolo del cd o canzone ..  ma io cerco per cinque anni per quella canzone !    hahahahaha….
<Zelda> era degli anni ’70 o’80?
<LiaBeth> non so perche` sono una americana ..  ed io ho comprato i miei primi cd italiani  nel 1999 .. ma tutte hanno fatto prima ….
<Zelda> e ricordi solo la barca e mezza bottiglia di vino?
<LiaBeth> si ..  perche`  ho gia comincato studiare italiano ..   ed io sapevo quelle parole nella canzone ..

 

Eppure ieri sera il negroni non l’ho neanche finito, non capisco, i conti non tornano, non posso delirare di prima mattina. Ho male alle ossa, sarà l’umidità del prato sul quale mi sono sdraiata ieri sera in preda a crisi mistiche che hanno condotto me e la mia amica all’elaborazione di contorte teorie sull’uso delle porte e degli uomini:  “Ros, gli uomini bisogna farli entrare dalla porta di servizio e farli uscire da quella principale”. Sul momento mi è sembrata una grande idea, poi è stato il momento dei fratelli Ciccio che ci hanno istruiti sulle proprietà corrosive del limone e sul vocabolo palermitano che indica la contrazione delle labbra quando vengono a contatto con i gusti aspri, ma non ricordo bene, perchè fissavo le stelle e pensavo a quanto sono testadicazzo, a delle foto che non avrei dovuto vedere. Credo che la mia faccia ricordi il crollo di una diga, come direbbe De Gregori, ma ti ha portato lontano il vizio dell’amore. E allora io resto qui con i miei mille perchè nella testa, l’anestetico che avevo inventato per stordirmi non fa più effetto, mi lascio cadere sempre più in basso, ma non serve più a nulla …ormai.

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