Dal mio diario

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Stringo tra le mani il segno tangibile dal mio fallimento. Il ferro è freddo, come gli umori che sento fluire nel mi corpo, mentre mi dirigo verso la mia nuova casa. Mi fanno male le braccia e sento una enorme spossatezza come dopo una lunga notte d’amore, solo che stavolta  è una stanchezza innaturale. La materia gelida che stringo tra le mani è ben lungi da quella stessa in cui forgiarono altre chaivi, in altri luoghi, anni fa. Ho male agli occhi e non ho voglia di ridere, vorrei solo un caldo abbraccio, un  amico, un cane, un gatto… qualcuno che mi fermi. Amore dimmi "Perchè?"…se lo sapessi, se solo fossi in grado di comprendere il perchè di tutto questo. Oggi mi sono sentita molto sola ed ho compreso che siamo veramente soli, nei momenti difficili, quelli che ti obbligano a delle scelte. Sei solo al bivio di fronte al quale tu stesso ti sei presentato. Fù=felicità, l’ideogramma degli orecchini che si sono portati via con tutto quello che rappresentavano. ORA sono stanca, tanto stanca e voglio solo riposare.

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