Canzoni

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Sarà il fatto che sto male e non ho molto altro da fare che bere e ingurgitare rimedi chimici di ogni sorta, ma farò una cosa mostruosa e posterò di nuovo, anche se potrei attendere la mezzanotte e darvi l’illusione che questo post sia del 25, ma non è così. Oggi si parlava di canzoni dedicate e canzoni d’amore (si parlava con una persona nello specifico, non parlo ancora da sola, nonostante il mio stato confusionale), tra le varie canzoni che mi hanno dedicato ce ne sono diverse, ma non ci sono mai state quelle che avrei voluto, anche se un paio ci si sono avvicinate pericolosamente. Amandoti è una di queste “Amarti mi consuma, qualcosa che somiglia a ridere nel pianto”, così come Meravigliosa creatura “Meravigliosa paura di averti accanto”. Nel calderone ci  sono, come raccontavo già una volta, “La cura” di Battiato, “Eye in the sky” di Alan Parsons e “Planet telex” dei Radiohead ” you can crush it but it’s always here”.C’è stata Don Chisciotte di Guccini (un po’ anomala, ma anche questa), Aurora Sogna (ed in effetti poteva andarmi peggio), With or Without You degli U2 (ma One mi avrebbe inorgoglita molto di più), In ogni atomo dei Negrita (e di questa mi vanto perché sentirsi dire “..che di donne come te, lascia stare non ce n’è” non è da poco), mancano le due che potrebbero farmi perdere la testa. Ho frequentato musicisti per un certo periodo della mia vita, e ricordo quando il chitarrista che mi piaceva suonava One ai concerti ed io partivo sulle ali della fantasia….ora mi basterebbe veramente poco, o forse no, forse non mi basta poco, ma voglio molto, voglio tutto. La canzone che vi regalerò per questa notte l’ho riascoltata giorni fa, ero a lavoro, o meglio, ero arrivata a lavoro in anticipo e me ne ero andata nel retro a prendere il caffè con le mie cuffie alle orecchie, ascoltavo Battiato studio collection e mentre riflettevo sull’amore, la vita, le vacche, è iniziata questa…

E ti vengo a cercare

anche solo per vederti o parlare

perché ho bisogno della tua presenza

per capire meglio la mia essenza.

Questo sentimento popolare

nasce da meccaniche divine

un rapimento mistico e sensuale

mi imprigiona a te.

Dovrei cambiare l’oggetto dei miei desideri

non accontentarmi di piccole gioie quotidiane

fare come un eremita

che rinuncia a sé.

E ti vengo a cercare

con la scusa di doverti parlare

perché mi piace ciò che pensi e che dici

perché in te vedo le mie radici.

Questo secolo oramai alla fine

saturo di parassiti senza dignità

mi spinge solo ad essere migliore

con più volontà.

Emanciparmi dall’incubo delle passioni

cercare l’Uno al di sopra del Bene e del Male

essere un’immagine divina

di questa realtà.

E ti vengo a cercare

perché sto bene con te

perché ho bisogno della tua presenza.

Ecco, se qualcuno mi dedicasse questa potrei sciogliermi completamente e regalargli il mio amore in eterno…ok in eterno è un po’ esagerato, ma almeno per un paio di mesi sì…

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