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Mage the Ascension, sessione del 21 Aprile

Dunque questo sono: bestie assetate di sangue e potere. Il negoziato con quelle che d’ora in poi chiamerò le Bestie si è svolto nella foresta di Loiano, nei pressi dell’osservatorio. I due clan che custodiscono il luogo ci hanno accolti manifestando subito posizioni discordi sull’accaduto. Dopo i primi convenevoli è iniziata la farsa, un processo medievale che ci ha visti imputati in nome dell’integrità di qualcosa che non esiste e sotto l’egida del testosterone di un branco di cagnacci impazziti. Gaia, il Wirm, il servo della Bestia…tutte parole senza senso per giustificare la loro sete di sangue, per dare uno scopo alle loro inutili vite di bestie deformi che altro senso non possono trovare nella vita che non la lotta, il combattimento e la morte in nome degli ideali che si sono imposti per rendere meno squallide le loro ore su questa terra. La pena che provo per loro, non mitiga la rabbia che mi attanaglia per ciò che hanno fatto. Siamo stati coinvolti in un combattimento con il loro campione, per dimostare la nostra estraneità al "male" così come loro lo concepiscono… e io che pensavo potessero proteggere con noi il nodo, che sciocca che sono stata, ammetto che li conosco troppo poco. Sono pochi i maghi che possono raccontare di aver incontrato un lupo mannaro, ancòr meno quelli che hanno combattuto fianco a fianco di un branco di Silver Fangs, un umero limitatissimo coloro che possono sostenere di aver combattuto contro uno di essi, non so quanti ne sono usciti vivi…noi sì. La pantera che è in Carlos ha tenuto testa all’uomo lupo nei primi istanti, Di Stefano è svanito nel tempo, io nelle ombre. Tutto si è svolo in pochi istanti, attimi durati secoli, che hanno visto il gigante piegarsi sotto i nostri colpi e ruggire di dolore, ruggire di qualcosa simile alla paura, all’umiliazione. Piumanera ha rischiato di pagare con la vita l’aiuto fornitoci, ma non è quello il modo di morire, non in una folle zuffa tra belve feroci prive di buon senso, nessuno dovrebbe mai morire così. Adesso raccoglieremo i nostri feriti e ce ne andremo senza concedergli repliche, non meritano altro.

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