Settembre

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Irreale è l’orizzonte lì, sullo sfondo di questo quadro dipinto da un sole quieto. La nenia solitaria del mare settembrino intorpidisce i pensieri. È qui, ora, in questo istante che tutto sembra possibile. Vedo i colori di tutte le vite che posso ancora vivere. Con la mia “cacografia”, stono tra le pagine di questa vita. Il legno gonfio riposa sulla spiaggia;  annoiato&dimentico si lascia giocare dai bambini alla scoperta dell’estate, alla scoperta del lavoro che il tempo ha compiuto sui granelli di sabbia che gli appesantiscono i capelli. I miei pensieri volano leggeri, come le piume che l’onda restituisce alla riva. La sabbia è misurata a passi  sotto il vento, che lascia le orme disegnare immense trame. Sorrido, sono forte e questa strana estate presto finirà. Vorrei fissarla in una immagine, un suono, un pensiero, me è fuggevole come la carta su cui scrivo. Sottendiamo a un cielo terso, con i nostri sottintesi di pensieri. Cerco il sottinteso perfetto, la cura all’ipocrisia. La verità è così evidente, basterebbe saperla vedere. Rido, fra le spire del tempo, che invano mi stringe e non ha ragione del mio io. Ho cambiato prospettiva, girato il problema, trovata la soluzione. Vivo, accetto il rischio, gioco anch’io. E tutto riprende da dove si era interrotto. Sono forte e rido. Torna la melodia di quella estate della mia infanzia, torno io a sviluppare progetti, i miei.

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