DURA LEX SED LEX! (Marie e Madonne)

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“Che vergogna! Ora perché uno ha i soldi può permettersi veramente di tutto…tipo strappare un bambino alla povertà alla fame e alle epidemie di HIV e farlo crescere nell’agio con una prospettiva di vita mai sperata, invece di lasciare che se ne stia tranquillo nella sua  capanna auspicandosi che qualcuno, per l’esorbitante cifra di 15 euri, decida di foraggiarlo di un sacco di mais di 50 Kg. E che dire poi di quei tizi che hanno “sequestrato” la bielorussa per non farla tornare a “casa”? Proprio non c’è più religione! Le leggi vanno rispettate! “
Ma procediamo con ordine per immergerci in questo viaggio nell’oscura materia delle adozioni internazionali.
La Bielorussia non ha ratificato la Convenzione de L’Aja, e questo ci fa capire perché, in un ingiustificato impeto di orgoglio, abbia tanto baccagliato contro la famiglia di Cogoleto che ha sottratto Vilejka alle amorevoli cure dell’orfanotrofio in cui attendeva di essere… adottata? di diventare maggiorenne? di essere abusata?
In Italia sono previste adozioni dai paesi che come lei hanno aderito alla convenzione sulla cooperazione per le adozioni internazionali e da paesi con cui sono stati stipulati specifici accordi. La Bielorussia non appartiene a nessuna delle due categorie, quindi in pratica la famiglia che la ospitava per le vacanze, un progetto che era ben lungi dall’essere considerato l’anticamera dell’adozione e che non aveva molto a che fare con quello che chiamiamo affido, ha però tentato di proteggerla da ciò che ritenevano pericoloso. Non biasimo il loro comportamento, anzi, sicuramente avrei fatto lo stesso tentando di sottrarre una creatura indifesa che mi chiedeva aiuto e protezione, ad un clima di violenza ed abbandono emotivo. Mi sento però di supporre che forse, più di tutti sono stati abusati i sentimenti di una coppia che immagino sia  stata incoraggiata ad instaurare con la bambina un legame che si spingeva al di là di quello che le era richiesto. Le istituzioni che tanto si sono prodigate nel chiarire che “giuridicamente” non era possibile intervenire a favore della famiglia “affidataria” dov’erano quando venivano alimentate le speranze di poter un giorno con la piccola, costituire un nucleo familiare? Quando era “comodo” alla Bielorussia contare sulla percezione di possibile affiliazione che le famiglie hanno? E quanto è vergognoso che uno Stato ( e non parlo solo della Bielorussia) subordini a chissà quali interessi, la possibilità di dare una famiglia a dei bambini abbandonati? Capirete l’immensa gioia che provo nell’udire che le acritiche banderuole che si fregiano dell’immeritato titolo di “giornalisti” montano dei servizi in cui si grida allo scandalo perché, in virtù delle sue ricchezze una popstar (anzi, sottolineo con un inchino, la Regina del pop!) ha ottenuto un’adozione per così dire “lampo”. Posto che il sito dell’altisonante Presidenza del Consiglio dei Ministri, Commissione per le Adozioni Internazionali in confronto a quello dell’ U.S. Department of State sembra fatto da un bambino delle elementari (mia nipote vi assicuro che saprebbe fare di meglio), mi sento di rimarcare il decalogo (o meglio eptalogo) dell’impavido adottante che restituisce al sito la serietà che la grafica non gli rende:
 
La Strada dell’adozine 
1ª TAPPA : La dichiarazione di disponibilità TEMPI: entro 15 giorni dalla presentazione della dichiarazione il Tribunale deve trasmettere la domanda ai servizi socio-territoriali competenti. (vedi. 2ª tappa
2ª TAPPA: L’indagine dei servizi territoriali TEMPI: entro 4 mesi dall’invio della documentazione da parte del Tribunale per i minorenni.
3ª TAPPA: Il decreto di idoneità  TEMPI: entro 2 mesi dalla ricezione della relazione dei servizi

territoriali

4ª TAPPA: Inizia la ricerca  TEMPI: la coppia deve iniziare la procedura rivolgendosi ad un ente autorizzato entro 1 anno dal rilascio del decreto di idoneità.
5ª TAPPA: L’ “incontro” all’estero  TEMPI: non predeterminabili
6ª TAPPA: Il rientro in Italia  TEMPI: non quantificabili
7ª TAPPA: La conclusione  TEMPI: non quantificabili
Da ciò arguisco che l’incertezza è l’ineluttabile destino che probabilmente gli stati esteri vogliono risparmiare ai già sofferenti orfanelli, ma sarcasmo a parte, devo dire che nelle maglie della burocrezia si sono perse cose ben più voluminose di una pratica di adozione…
Ricapitolando, da una parte c’è una bambina che tutti in coro volevamo difendere dalle presunte (per giustizia di cronaca) brutture subite in orfanotrofio, facendo sì che una famiglia ne ottenesse l’adozione laddove le convenzioni internazionali ancora non stipulano un accordo bilaterale; dall’altra abbiamo una famiglia che, nel rispetto delle convenzioni e nella legittimità delle procedure, ha forse abbreviato i tempi di attesa e siccome è ricca e figa ci deve stare sulle balle e dobbiamo tutti trattarla come se ci fosse passata avanti nella fila alla cassa del supermercato, gridando allo scandalo perché la LEGGE è stata violata… manco fosse la prima volta che i soldi si comprano un paio di etti di legge. Mi domando e dico: ma i giornalisti i coglioni dove li hanno lasciati? Perché se proprio vogliono scandalizzarsi per l’elusione delle leggi lo fanno nell’unico sacrosanto caso in cui non si è fatto male a nessuno, tutt’altro!
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