Duetti

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Ci sono delle canzoni che appartengono ad un passato così lontano che mai immagineresti possano entrare a far parte del presente. Canzoni perdute nel ricordo di un caldo pomeriggio estivo ascoltando radio sole o magari ferme in una notte fredda a contornare un sonno inafferrabile. Poi escono da una scatola magica e ti scopri a cantarle in un lungo e grigio pomeriggio in ufficio con una improbabile compagnia di cantori dalle età più disparate. Ed è così che ti scopri a condividere dei ricordi sulle note di una vecchia canzone.

E guardo il mondo da un oblò, mi annoio un po’
passo le notti a camminare dentro a un metrò
sembro uscito da un romanzo giallo,
ma cambierò, si cambierò

gettano arance da un balcone, così non va
tiro due calci ad un pallone, e poi chissà
non sono ancora diventato matto,
qualcosa farò, ma adesso no
Luna.

Luna non mostri solamente la tua parte migliore
stai benissimo da sola, sai cos’e’ l’amore
e credi solo nelle stelle,
mangi troppe caramelle,
Luna.

Luna ti ho visto dappertutto anche in fondo al mare
ma io lo so che dopo un po’ ti stanchi di girare
restiamo insieme questa notte,
mi hai detto no per troppe volte
Luna.

E guardo il mondo da un oblò, mi annoio un po’
se sono triste mi travesto come Pierrot
poi salgo sopra i tetti e grido al vento
guarda che anch’io ho fatto a pugni con Dio.

Ho mille libri sotto al letto, non leggo più
ho mille sogni in un cassetto, non lo apro più
parlo da solo e mi confondo e penso
che in fondo si, sto bene così,
Luna.

Luna tu parli solamente a chi e’ innamorato
chissà quante canzoni ti hanno già dedicato
ma io non sono come gli altri
per te ho progetti più importanti, Luna.

Luna non essere arrabbiata, dai non fare la scema
il mondo e’ piccolo se e’ visto da un’altalena
sei troppo bella per sbagliare,
solo tu mi puoi capire, Luna.

E guardo il mondo da un oblò, mi annoio un po’
a mezzanotte puoi trovarmi vicino a un juke-box
poi sopra i muri scrivo in latino
evviva le donne, evviva il buon vino.

Son pieno di contraddizioni, che male c’e’
adoro le complicazioni, fanno per me
non metterò la testa a posto mai
e a maggio vedrai che mi sposerai,
Luna.

Luna non dirmi che a quest’ora tu già devi scappare
in fondo e’ presto l’alba ancora si deve svegliare
bussiamo insieme ad ogni porta
se sembra sciocco cosa importa, Luna.

Luna che cosa vuoi che dica non so recitare
ti posso offrire solo un fiore poi portarti a ballare
vedrai saremo un po’ felici,
e forse molto più che amici, Luna.

(Gianni Togni – Luna)

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