Harry Potter e i cimeli della fretta

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Il seguente post rivela parte della trama del libro “Harry Potter e i cimeli della morte”. Chi legge lo fa nella piena consapevolezza di ciò…
Bene, sono dunque giunta alla fine e la prima domanda che mi è passata per la testa è stata “Ma il Petro che libro ha letto?”. Passi la noiosa sequela di monta e smonta tende, fai e disfa protezioni, appari e scompari sotto mantelli. Passino i piani orditi per pagine e pagine, senza che noi ne fossimo messi a parte (grande prova della JKR delle sue qualità di mistificatrice in svendita al discount). Soprassediamo sul fatto che TUTTO ciò che di sensato accade ai 3 missionari sia frutto del caso ( che poi pensi non lo sia, ma che in realtà alla fine scopri proprio che lo è). Dimentichiamoci del fatto che, come al solito, gli eventi si concentrano nelle ultime pagine (non perché stavolta la trama lo richieda veramente, ma perché la verità è che ‘sta donna c’ha 4 idee in croce, divaga e cazzeggia per un numero di pagine variabile tra i 200 e i 400 e poi ti vomita addosso gli eventi in 3 capitoli). Ignoriamo che abbia fatto figliare Tonks solo per lasciare in giro l’ennesimo orfano ( inutile ai fini della trama TUTTA, presente, passata e futura), che abbia fatto cadere personaggi le cui mitiche gesta hanno aleggiato nell’aria per anni senza poterne infine godere noi tutti, che il personaggio più bello che avesse potuto creare ( e che ci aspettavamo si rivelasse in tutta la sua statura) lo ha dato in pasto ad un serpente facendogli fare la più stupida morte che a memoria d’uomo sia mai toccata ad un Grande Eroe, che di diversi apprendiamo la morte con un semplice “Sono morti”(come se alla fine ciò che veramente le importasse fosse il body-count, ma allora perché non vendere una semplice insegna luminosa come quelle della A14…?); testimonianza di un evidente limite della donnicciola in questione nell’avere della vera Immaginazione e capacità descrittiva anche di UN SOLO vero duello tra maghi. Fingiamo pure che non ci importi che gli eventi abbiano un senso, tanto siamo in un mondo magico e tutto è possibile, incluso ciò che in 10 anni il “Mondo” da lei inventato non ha mai contemplato, perché continua scoperta (o adattamento alle esigenze di una pazza che non sa cosa deve fare nel capitolo dopo): dai morti che ti appaiono in sogno per spiegarti ciò che l’autrice altrimenti sa che non sarebbe in grado di far capire;  al funzionamento di oggetti magici tirati via via fuori dal cilindro a seconda delle esigenze (..è mondo magico per questo no?…); alla magia che non ha più delle regole fisse, ma tutto diventa possibile a dispetto di quanto predicato per anni, durante i quali ti hanno insegnato che c’è un limite a quello che si può fare con la magia. Facciamo un ultimo sforzo ed accettiamo che i paladini della giustizia mandano a combattere contro i Mangiamorte ( che alla fine di altisonante hanno solo il nome, perché sono un branco di pecorelle smarrite con in mezzo un lupo puzzoso ed affamato che non ha più nulla di spaventoso ed una pazza sadica che sembra più un Malkavian con umanità 3 che una malvagia strega) un esercito di banchi animati, delle armature vuote ed un gigante scemo. Ci siamo? Cancelliamo dalla mete tutto ciò e molto altro ancora  e soffermiamoci invece su quello che poi conta: la storia. Ecco appunto, qual è la storia? Un ragazzino con gli ormoni in subbuglio da 3 libri va in campeggio con i 2 amici ciordi e incontra varie persone che in un modo o in un altro gli forniscono informazioni che lui non cercava ma che sono un pezzo fon-da-men-ta-le del puzzle, e che prima o poi riuscirà a capire. Poi ogni tanto l’imbecillità lo sfiora e fa cose stupidissime, dal perpetrare la vecchia abitudine che ha  di non parlare delle cose importanti con chi lo circonda e aiuta, al fare l’unica cosa che NON DEVE ESSERE FATTA(..e che non è difficile da non fare). Nel frattempo il suo acerrimo nemico giurato, Geniodimalegranfildiput , che ha terrorizzato migliaia di persone in vita e in morte e che da 17 anni tenta di rstabilire il potere, generando ancora terrore vero autentico e palpapile anche al solo pensiero del suo nome, va piagnucolando con un serpente in spalla da una parte all’altra della terra lasciandoti in attesa che prima o poi si giustifici con “la derattizzazione”.Mentre il cattivopereccellenza (che via via che passano i capitoli si fa sempre più ridicolo) tenta di capire cose oscure ( e ti chiedi come abbia fatto a sottomettere una generazione di maghi per poi finire l’acume tutto in una vota), gli altri sono indaffarati nei preparativi della resistenza. Gli sudenti di Hogworts affrontano il nuovo corso nella scuola con coraggio e determinazione, ricostituiscono l’esercito di Silente e ingaggiano una guerra silenziosa contro gli aguzzini tirapiedi del Preside Untofintofildiput e del Geniodimalefildiput, con cuore impavido sopportano torture fisiche e psicologiche, si cotrappongono giorno dopo giorno, conquistandosi piccole vittorie che ridurranno sempre più il margine di azione dei serpeverde. Unite sotto la comune minaccia le tre case organizzano un controllo diretto di ciò che accade nella scuola, per non lasciarla in mano alla ferocia dei Mangiamorte. Scoprono un passaggio segreto che li mette in comunicazione con la taverna del fratello di Silente, che con mano ferma e senza paura aiuta i ragazzi a muoversi dentro e fuori dal castello, porta  notizie e da ospitalità ai braccati. Poi un giorno si prensenta l’occasione e scoppia la rivolta. I Fildiput sono tutti fuori e minacciano l’amatissima scuola , si pugna! Al grido di “Orsù”, dopo essersi lasciati alle spalle uno strano esercito di banchi animati, mettono alla prova il loro cuore, il coraggio, il valore, l’arguzia, la tenacia. I cattivi sono sconfitti ed il bene vince, come in ogni sacrosanto libro per bambini, cresciuti e non. Ma questa ahimè è un’altra storia, una storia che non leggeremo mai, che intravediamo quando Nevill decapita Nagini compiendo nel giro di 1 ora l’unico compito affidatogli con 10 successi al tiro prontezza di spirito… Ahimè non ci sarà gloria per nessuno. L’epilogo del Mulino Bianco non fa che svilire ulteriormente una saga che si era per troppo tempo spacciata come bella, ma che bella in fin dei conti non è più… Le morti? Necessarie perché il male causa dolore…. perfetto signora Rowling, ha ragione lei, ma allora mi chiedo a cosa serva inventare un mondo fantastico in cui le enormi torte di cioccolata affiorano direttamente dal tavolo, in inverno una neve eterea ed impalpavile scende da un soffitto magico, in cui le fenici rinascono dalle proprie ceneri, gli unicorni sfuggono con passo leggero, gli ippogrifi hanno un orgoglio senza pari ed i bambini possono combattere il male supremo, se questo poi deve essere realistico? Perché alla fine di tutto questo percorso formativo in cui si celabrano, il potere dell’amore, il calore dell’amicizia, il valore della fede l’unico tocco di realismo lo ha saputo dare con la caduta insulsa e casuale di personaggi che tanto avevano dato a tutti noi. La sfronattezza assaporata volando sulla scopa con Fred, il timore e la pietà agli ululati di Lupin, la determinazione attraverso le istruzioni di Malocchio, la fantasia nella scarmigliata e multicolore Tonks, la devozione commossa di Dobby… Lo so, i libri portavano a quello , la guerra contro il Male Supremo costa sacrificio e non sarebbe stato credibile se quacluno non fosse morto ma, perché quest’insistenza nel colpire duro negli affetti? I caduti solo molti, ma in proporzione Harry, e tutti noi con lui, è stato troppo colpito. Al contrario dei Malfoy che se ne vanno indisturbati e felici. Ma al di là di questo,ciò che più mi fa arrabbiare è l’aver negato l’onore delle armi a Piton, Lupin, Tonks e Malocchio. Perch&egr
ave; non è così che in una saga se ne va un grande eroe.  E allora signora mia si prenda pure i soldi, si prenda l’ammirazione dei beoti, sia fiera di aver ultimato il libro in tempo per poter far interpretare l’ultimo film dagli attori cari al pubblico, lasci che sia un regista a dar forma e colore ai sogni di quanti in un finale esplosivo ci avevano sperato, si prenda il merito della storia di successo almeno spero si metta l’anima in pace e si goda il frutto di tanto duro lavoro, così da non dover più tentare l’esperienza.

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