Avanti Savoia

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Stralcio da una notizia letta sul sito de La Repubblica

“I Savoia chiedono 260 milioni di euro allo Stato italiano. 170 milioni di euro è la richiesta di Vittorio Emanuele; 90 milioni quella di suo figlio Emanuele Filiberto, più gli interessi. Vogliono il risarcimento dei danni morali per i 54 anni di esilio. Inoltre i Savoia vogliono la restituzione dei beni confiscati dallo Stato al momento della nascita della Repubblica Italiana. Lo rivela un servizio che andrà in onda questa sera su Rai Tre a Ballarò”

Uahuahuahauhauhauhauhauhauahuahauhauhauahauhuaau

Non sanno parlare l’italiano, ma l’italicum acetum gli è rimasto intatto!!! A tal proposito ricordiamoci che prima di abdicare in favore del figlio e diventare Conte di Pollenzo, Vittorio Emanuele III firmò le leggi razziali fasciste; che poco tempo prima aveva assunto il titolo di Imperatore d’Etiopia e quindi stiano attenti ad una richiesta di risarcimenti anche lì; che la nonna del mio primo fidanzato, Fabrizio, raccontava  “Io gliel’ho detto al bersagliere che era col Re che facevano male a scappare a Brindisi”. Inoltre ricordiamo ai Savoia che devono ringraziare di essere stati solo esiliati. Che la devono piantare di cacare il cazzo agli Italiani tutti (perifrasi dotta che sta per “non infastidire”). Che di comici ne abbiamo abbastanza e non ci servono le loro trovate geniali. Che la mia amica Ros aspetta che approvino l’aumento delle borse di studio per ricercatori universitari e quindi giù le mani del tesoretto.Che se proprio vogliono qualcosa, così come tutti gli italiani ereditano i crediti, sarà il caso che prima si facciano una botta di conti sui debiti dei loro avi, giacché erediteranno anche quelli. In tale ambito vi segnalo una raccolta firme cui sono chiamati tutti i cittadini liguri, per rivendicare il patrimonio genovese che fu oggetto del sacco (no, Emanuele Filiberto, non quello di Babbo Natale, sacco sta per saccheggio, sai cos’è? )  del 1849. Vi rimando alla pagina del Movimento Indipendentista Ligure che in questo clima di separatismo non fa più tanto sorridere, che ha stimato a 70mila miliardi di lire il danno subìto… Per non parlare poi di quello che si potrebbe dire sui danni che potremmo chiedere noi tutti. Quindi, appropriandomi della filippica anti-Savoia che di solito è appannaggio di un’altra persona. E tanto per restare nel mio stile chiudere con la prima canzone che mi viene in mente.

Una mattina mi son svegliato,

o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!

Una mattina mi son svegliato

ed ho trovato l’invasor.

O partigiano, portami via,

o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!

O partigiano, portami via,

ché mi sento di morir.

E se io muoio da partigiano,

o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!

E se io muoio da partigiano,

tu mi devi seppellir.

E seppellire lassù in montagna,

o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!

E seppellire lassù in montagna

sotto l’ombra di un bel fior.

E le genti che passeranno

o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!

E le genti che passeranno

Mi diranno «Che bel fior!»

«È questo il fiore del partigiano»,

o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!

«È questo il fiore del partigiano

morto per la libertà!»

(Bella Ciao! – Anonimo medico partigiano)

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