Diario di viaggio parte IV

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29/08 Qui Ampioto

 

Corinto

OdeionStoàCorintoTempio di Ottavia

Via di LchaionTempio di Apollo

Dal libro dei visitatori  “Qui a Corinto abbiamo respirato il vero spirito classico, non come Atene che è angosciante”… Qualcuno ha siglato così la visita in questo meraviglioso posto, noi concordiamo con la prima parta e non essendo ancora giunti nella capitale ci asteniamo dal commentare. Le immagini parlano da sé, a pochi chilometri si sale verso la fortezza dell’ Acrocorinto da cui si gode di un’ incantevole veduta del Golfo di Corinto. Dopo aver scampato un kitchissimo portatovaglioli con decorazioni micenee (caldamente raccomandatomi dalla venditrice) in un negozio di souvenir in cui cercavo una kylix per mia mamma, ci dirigiamo verso un’altra roccaforte: Nafplio. Qui ci accoglie l’ Agamemnon hotel da cui godiamo di una vista splendida di giorno e di notte.

NafplioNafplioNafplio notteNAfplioAlle prime ore del pomeriggio decidiamo di scendere in spiaggia, il caldo rovente ci fa riparare in albergo verso le 5, momento in cui il resto della cittadinanza si riversa in strada. Non tenendo conto della latitudine abbiamo assecondato il nostro desiderio di acqua pura rischiando un’insolazione… “Ecco perchè prima delle 5 non esce nessuno”. Quando verso sera ci riprendiamo dalla faticaccia della puntata in spiaggia scendiamo lungo la passeggiata del lungomare per una serata romantica. Dopo cena ci accomodiamo in una delle poltroncine di vimini offerte da una schiera di locali fronte mare che hanno ormai spento i ventilatori con gli spruzzini. Qui le studentesse dell’accademia di Hair Styling sfoggiano delle improbabili pettinature in attesa che termini il periodo di ingrasso per il sacrificio a Poseidone. Complice il desiderio di emulare gli usi locali, cedo alle lusinghe di quello che sul  momento mi appare come un gustoso frappè al caffè. Il menu bilingue lo definisce Ice Cream Coffee,  però si rivela essere senza cream e il coffee e l’ice danno vita ad un beverone di caffeina senza precedenti. Considerata che la quota di eccitanti assunti in questi giorni è ai minimi storici, l’effetto del frappazzo sul mio organismo è paragonabile ad una deflagrazione. Finisce così che in albergo non c’è verso di prendere sonno, anche perché a qualche Km da qui o c’è un sabba con rito orgiastico; o c’è una discoteca all’aperto che di mercoledì propaga techno-sirtaki e Allah-remix con un DJ epilettico che dosa i decibel come coriandoli a carnevale. Sono così giunte le 05:00 e mentre scrivo il fracasso sembra svanire, lasciando il posto allo stridere dei gabbiani del porto. Così dopo aver pensato a diversi aspetti della mia vita, mandato 1 sms a Phil per comunicargli un’idea strampalata, fatto pipì 3 volte (così, tanto per passare il tempo), fumato una sigaretta e fatto inutili foto al porto che da  ore si ostina a stare lì e non offrire pose nuove, mi accingo a dormire 3 ore, se il sonno sopraggiunge, prima di partire per Micene.

 

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