Contabilità creativa

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Stralcio dal sito del Tgcom “Silvio Berlusconi è stato assolto al processo Sme. Il Tribunale di Milano lo ha assolto dall’accusa di aver falsificato il bilancio Fininvest tra il 1986 e il 1989 perché il fatto non è previsto dalla legge come reato dopo la modifica della norma dell’aprile 2002.”(Ricordiamo che il falso in bilancio venne derubricato ad illecito amministrativo, con sommo gaudio di alcuni, laddove rimanga al di sotto di un certo limite)

Sempre dal Tgcom “I fatti contestati al leader di Forza Italia risalivano al periodo che va dal 1986 al 1989, e, quindi, sarebbero comunque stati coperti dalla prescrizione. Quella della prescrizione era stata la richiesta del pm, Ilda Boccassini, che chiedeva il “non doversi procedere”. Il processo in cui Berlusconi era imputato di falso in bilancio era stato stralciato dal troncone principale del processo Sme, in quanto i giudici avevano investito la Corte europea che decise di non entrare nel merito delle leggi in vigore nei singoli Paesi.”

L’hanno definita archeologia giudiziaria, io la definisco paraculata d’eccellenza. Il trend del momento è no comment in contrapposizione al mantra “niente paura”, così definito da uno degli illuminati giornalisti che ci deliziano con le loro perle. Segnalo a tal proposito il post di Gwin

La monetina oggi selezione una canzone del sommo poeta, piccola nota al testo che posterò: trattasi di  una versione inedita della canzone inclusa nell’album “Storia di un impiegato”, potete trovarla in Via del Campo, in corsivo rosso le parti diverse dalla versione più conosciuta. Album quanto mai appropriato al periodo che attraversiamo, buon ascolto.

Anche se il nostro maggio

ha fatto a meno del vostro coraggio

se la paura di guardare

vi ha fatto guardare in terra

se avete deciso in fretta

che non era la vostra guerra

voi non avete fermato il tempo

gli avete fatto perdere tempo .

E se vi siete detti

non sta succedendo niente,

le fabbriche riapriranno,

arresteranno qualche studente

convinti che fosse un gioco

a cui avremmo giocato poco

voi siete stato lo strumento

per farci perdere un sacco di tempo.

Se avete lasciato fare

ai professionisti dei manganelli

per liberarvi di noi canaglie

di noi teppisti di noi ribelli

lasciandoci in buonafede

sanguinare sui marciapiedi

anche se ora ve ne fregate,

voi quella notte voi c’eravate.

E se nei vostri quartieri

tutto è rimasto come ieri,

se sono rimasti a posto

perfino i sassi nei vostri viali

se avete preso per buone

le “verità” dei vostri giornali

non vi è rimasto nessun argomento

per farci ancora perdere tempo.

Lo conosciamo bene

il vostro finto progresso

il vostro comandamento

“Ama il consumo come te stesso”

e se voi lo avete osservato

fino ad assolvere chi ci ha sparato

verremo ancora alle vostre porte

e grideremo ancora più forte

voi non potete fermare il tempo

gli fate solo perdere tempo.

                                         (Fabrizio De André – Canzone del maggio)

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