I bloggatori che fecero l'impresa

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Tanto per cominciare poniamo un quesito FONDAMENTALE: perché se fossimo in Francia sarei una blogueuse, mentre qui in Italia sono una blogger e non una bloggatrice?

Dopo il quesito che girerò all’accademia della crusca, confesso il mio peccato: anche io sono una desperate macaron’s girl… Che volete? Ciascuno di noi ha un passatempo rilassante, un hobby, un rituale che lo aiuti a scaricare la tensione, a riflettere e rimettersi in armonia con il mondo circostante; per me è la cucina o meglio, la preparazione di dolci. Ho dunque approfittato delle vacanze pasquali per appagare varie richieste culinarie. Sono partita con una ricotta al limone, per passare ad un castagnaccio dolce, una cheesecake allo snickers ed approdare ai macarons. E’ dai tempi di Marie Antoinette della Coppola che combatto da un lato il desiderio di Converse rosa e dall’altro quello di fare dei macarons alla rosa. Mi sono poi resa contro che in questi giorni ho inconsciamente  acquistato e accantonato ingredienti che guarda caso avrebbero concorso a formare dei macarons. Così mi sono ritrovata a pensare a possibili abbinamenti perché: mai sia che sciupi un’occasione così preziosa per fare dei banali macarons al cioccolato…E’ stato così che dopo giorni di ricerche e studi sull’argomento, dopo aver letto e riletto i consigli di Mme Mercotte mi sono finalmente decisa. Premetto che non ho mai avuto la fortuna di mangiare dei macarons, li ho sempre solo visti in foto, li ho visti assurgere ad oggetto del desiderio di quanti su vari gastro-blog si misurano con la loro realizzazione, questo “trascurabile” dettaglio ha reso un po’ più ardua l’impresa, ma io non demordo. Ho quindi deciso di realizzare dei macarons ai seguenti gusti:

Rosa: Macarons alla mandorla –  ganache all’amarena

Gialli: Macarons allo zafferano – ganache al ruhm

Bianchi: Macarons alla mandorla – ganache al baileys al caramello

Marroni: Macarons al cacao – ganache al caffè.

Gli abbinamenti a detta di tutti erano ottimi, i miei preferiti senz’altro allo zafferano. Il sapore c’era tutto, la ganache gustosissima, l’unico problema è che le meringhe sembravano più delle lingue di gatto. Francamente un po’ me lo aspettavo… Ho voluto provare il “rito abbreviato” suggerito da molti e spacciato per sostituto soddisfacente della meringa italiana caldeggiata da Mme Mercotte ( Je vous en prie madame, pardonnez moi ), come volevasi dimostrare la strada per l’inferno è lastricata di lingue di gatto. Vi risparmio le foto dell’esperimento perché esteticamente non degne, ma da questa esperienza mi sento forgiata e pervasa di spirito nuovo, presto il termometro ad immersione sarà mio e la meringa italiana renderà giustizia al mio talento o viceversa..

 

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