In direzione ostinata e contraria

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“La vita è sacra, ti è stata data e non è tua”.

Perché? Chi lo ha detto?  Data da chi? Dove sta scritto che non è mia?

Convenzioni sociali, principi religiosi che nulla dovrebbero avere a che vedere con le leggi laiche dello Stato e con le mie libertà personali. Sono anche un po’ stufa di sentire queste litania su improbabili chine scivolose da non imboccare, perché “Se lo permettiamo dove andremo a finire”. 

Perse la guerra contro il divorzio e quella contro l’aborto, i cattolici continuano a combattere contro ciò che non si confà alle loro convinzioni, lacerando la vita altrui al grido di “Ma noi siamo quelli buoni che difendono la vita”. Il “come” questa vita sia vissuta, è una cosa che a loro non interessa e non starò qui a fare digressioni su dignità, pedofilia, stupri, maschilismo e tutto ciò che poi , nella vita delle persone, ha un reale peso. Tu vivi, quello che non va accettalo e offri la tua sofferenza a Dio, tu non sai perché soffri, ma Lui sì.

1. Lui ti ama : ah beh grazie ora mi sento meglio.

2.  La sofferenza è strumento di Dio, devi accettarla: ma anche no, ne farei volentieri a meno, si comprasse un avvitatore elettrico.

3. Non sei solo a portare le tue pene, Lui è con te (segue storiella delle orme sulla sabbia): se poi oltre a fare l’amico invisibile mi offrisse una birra, potremmo parlarne a 4 occhi.

4. Dio parla al tuo cuore, sei tu che non sai ascoltare: ah certo, devo fare sempre tutto io.

5. Dio non ti infligge una sofferenza maggiore di quella che puoi sopportare: ha un bilancino speciale per valutare quanta merda riesci a sopportare, quindi vai tranquillo e patisci che ce la fai, siamo tutti con te.

6. Le vie del Signore sono infinite: ok, ma compratelo un GPS che mi sarei anche rotto il cazzo di girare a vuoto

7. L’amore vince su tutto: ah sì, ho visto il film.

8. Il Signore ha un piano: adoro i piani ben riusciti.

Al di là delle battute, io capisco che chi professa una fede sia convinto che la sua scelta sia la migliore, anche io che non professo alcuna fede ne sono convinta ma vorrei essere lasciata in pace. Nel merito, non vedo sostanziali differenze tra integralisti cattolici e integralisti musulmani. Entrambi, in virtù delle loro convinzioni, pretendono di estendere la propria morale a tutti, impiegando i mezzi che il loro contesto sociale gli consente. Accettare che i laici possano fare scelte diverse dalle loro è qualcosa che proprio non riescono a concepire, intervenendo con violenza fisica i primi e ideologica i secondi.

Non starò qui a fare digressioni su quanto sia ridicolo che si propongano come bussola morale di una società che contribuiscono a mantenere nella superstizione, nell’ipocrisia e nell’ingiustizia. Mi limiterò a sottolineare come, un certo tipo di moralizzatori attacchi quotidianamente le altrui libertà, forzando lo Stato laico e sovrano ad estendere i propri dogmi alla collettività, in nome di qualche rimasuglio di principi arcaici che nulla hanno a che vedere con gli interessi, non solo della collettività, ma del singolo. Pur di non ammettere il tramonto di una fede che  sopravvive più nella forma che nella sostanza, anche presso chi dichiara di professarla, le alte sfere fingono vitalità reiterando subdolamente concetti e principi dei cui limiti sono ben consapevoli, impartendo ordini morali ad una schiera di credenti supini e creduloni, privati di senso critico da 40 anni di decadimento cognitivo-culturale, incapaci di maturare una propria posizione e abbagliati dal rassicurante frontman acchiappa like.

Ma veniamo a noi, quello che io detesto con tutto il cuore sono l’ipocrisia, l’incoerenza, la malafede con cui si fa leva sui sentimenti elementari decontestualizzando i problemi. I principi e le idee sono somministrati in pillole a seguaci distratti che non si prendono la briga di formarsi una propria idea, approfondire un argomento, verificare una notizia. Una decina di giorni fa in Belgio hanno applicato la legge, cosa che di per sé in Italia già farebbe notizia, ma la legge in questione tocca un tema che da noi spacca e divide quanto la mancata convocazione della promessa di turno in Nazionale: l’eutanasia. Come i più informati sapranno in alcune civilissime nazioni europee vengono emanate leggi di interesse collettivo, che mirano a salvaguardare la dignità ed il benessere dei cittadini e tutelarne la libertà di scelta, in barba all’atteggiamento paternalista della classe dirigente italiana. La notizia, manco a dirlo, è stata accolta da noi con il solito sconcerto moralista. Nonostante l’Avvenire (quotidiano in informazione in mano al CEI) riporti la notizia in questi termini “ …il paziente aveva 17 anni, non si conosce però né il nome né il sesso ma solo che era malato terminale, che si tratta del primo caso in Belgio (e nel mondo, col benestare di una legge dello Stato) e che sono stati rispettati i criteri fissati dalla revisione della legge belga sull’eutanasia del 2002 riformata nel 2014 per includere anche l’accesso all’eutanasia di minori informati e consenzienti una volta acquisito il placet dei genitori e del medico curante.”,  Bagnasco (presidente CEI) continua capziosamente a parlare di “bambino” e ci spiega che “La vita deve essere accolta, sempre, anche quando questo richiede un grande impegno”. Ma le vere perle arrivano dal mondo politico e laico, in cui si annidano biechi opportunisti che, anziché promuovere un confronto serio e maturo su di un importantissimo argomento che tocca tutti noi da vicino, si concedono alla dichiarazione compulsiva, per cui possiamo incappare in posizioni ragionate come le seguenti:

 “Eutanasia per un bambino in Belgio. Erode è tornato, strage degli innocenti” (Maurizio Lupi deputato NDC-UDC)

“Il diritto all’eutanasia del bambino, altro non significa che attribuire ad un adulto il potere di vita e di morte su un minorenne” (Alberto Gambino presidente ass.ne Scienza e Vita).

“La vita umana continua ad essere valutata come un bene strettamente personale… la deriva belga dovrebbe costituire un campanello d’allarme per quanti…si apprestano a promuovere la legislazione eutanasica nel Parlamento italiano” (Gian L. Gigli presidente Movimento per la vita)

“Chi ha deciso che quel bambino doveva morire? L’egoismo dei genitori?” (Lorenzo Cesa segretarioUDC)

“Il Belgio, seguendo l’Olanda, sdogana l’eutanasia per i bambini, aprendo la strada ad una deriva eugenetica che fonda le sue radici, come ai tempi del nazismo, in un totale disprezzo della vita umana” (Carlo Giovanardi – senatore BOH, non v’è certezza che non cambi casacca mentre scrivo e mi ritrovi con un refuso, per cui controllatevelo voi)

Poi la mia preferita, l’ immancabile on. Paola Binetti che con romantico sconcerto si chiede
“Com’è possibile che non abbia vinto l’amore dei genitori sulla morte”, sai Paole’ se non sei in un film della Disney succede.

Io penso che nessun individuo in possesso delle proprie facoltà mentali possa mai pensare che il genitore di un malato terminale lo sopprima come un cane fastidioso e non sia comunque dilaniato all’idea di porre fine alla sua agonia accompagnandolo verso la morte, superando il desiderio incontrollabile di tenerlo stretto a sé anche solo un altro minuto, per un ultimo respiro. Potrei scrivere altre dieci pagine sulle quanto siano superficiali, volgari e contraddittorie le posizioni espresse in questi commenti, ma non lo farò; lascio a chi ha avuto la pazienza di leggere questo mio post, fare le proprie considerazioni alla vigilia di quella che sarà la prossima polemica. Si sono concluse le Paralimpiadi, durante le quali abbiamo tutti ammirato incondizionatamente Bebe Vio e cercato di imparare qualcosa da lei, parimenti e con altrettanto rispetto dovremmo imparare che c’è chi nella vita ha dovuto affrontare un percorso diverso e che deve essere libero di scegliere un epilogo diverso come Marieke Vervoort la cui storia da noi è poco nota, che si appresta a far molto discutere i benpensanti della domenica. Buon week end a tutti e come da tradizione…

Lascia che sia fiorito
Signore, il suo sentiero
quando a te la sua anima
e al mondo la sua pelle
dovrà riconsegnare
quando verrà al tuo cielo
là dove in pieno giorno
risplendono le stelle.

Quando attraverserà
l’ultimo vecchio ponte
ai suicidi dirà
baciandoli alla fronte
venite in Paradiso
là dove vado anch’io
perché non c’è l’inferno
nel mondo del buon Dio.

Fate che giunga a Voi
con le sue ossa stanche
seguito da migliaia
di quelle facce bianche
fate che a voi ritorni
fra i morti per oltraggio
che al cielo ed alla terra
mostrarono il coraggio.

Signori benpensanti
spero non vi dispiaccia
se in cielo, in mezzo ai Santi
Dio, fra le sue braccia
soffocherà il singhiozzo
di quelle labbra smorte
che all’odio e all’ignoranza
preferirono la morte.

Dio di misericordia
il tuo bel Paradiso
lo hai fatto soprattutto
per chi non ha sorriso
per quelli che han vissuto
con la coscienza pura
l’inferno esiste solo
per chi ne ha paura.

Meglio di lui nessuno
mai ti potrà indicare
gli errori di noi tutti
che puoi e vuoi salvare.

Ascolta la sua voce
che ormai canta nel vento
Dio di misericordia
vedrai, sarai contento.
Dio di misericordia
vedrai, sarai contento.

Preghiera in gennaio – Fabrizio De André

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