Archivi tag: jukebox

Heineken Jammin’ festival

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Che emozione indescrivibile… ci ho messo quasi 20 anni per vederli, ma è stata una notte indimenticabile… mai attesa fu più ampiamente ripagata. Anche noi abbiamo avuto il nostro posto sulla luna!

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Il tramonto e l'aurora

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Cinque anni.
Cinque anni sono il tempo per ripulire la vita dagli avanzi. Oggi mi guardo intorno e non c’è più nulla che mi ricordi ciò che ho chiuso nel passato, che ho cancellato. Anche l’ultimo indumento è andato, portandosi via gli scenari cui aveva preso parte, e forse cinque anni bastano a ripulire la propria anima. Ormai i ricordi sono così sfuggenti…
Ho fatto posto a nuove cose e con loro sono entrati nella mia vita nuovi ricordi, al punto che il passato sembra non essere esistito, non essere stato che un sogno. Guardo un asciugamano consunto e penso che dovrei buttarlo, poi sì, tutto sarà ridotto in pattume come spazzatura è stata la mia vita per un po’. Ho permesso a realtà che non mi appartengono di sporcare il mio sorriso, ma sono una donna forte ed oggi ne sono più sicura che in passato. Mi specchio e stasera mi piace quel che vedo , domani forse no, ma qui e adesso sì.
Gli abbracci che ho ricevuto, i sorrisi che ho regalato, le risate di cui ho goduto con gli amici… persino le carezze che ho fito di non aver ricevuto. Tutto ha segnato il trascorrere del tempo e nulla è andato perduto, ogni nuovo tassello ha trovato la sua collocazione, forse qualcuno è rimasto fuori, ancora da capire, da collocare, ma sono dolci incertezze, per ora.
Chiudo gli occhi e mi scorrono davanti immagini strane e cerco di dare un senso ai sogni che faccio ultimamente, ai sorrisi, le parole, i miei sospiri e un po’ mi perdo in questi giorni e mi ritrovo tra i fogli sparsi e le canzoni sussurrate.
 

Dalle stalle alle stelle

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Kopi-luwak-cluwak5

Esiste un animale noto come zibetto delle palme o gatto del vino di palma (Paradoxurus Hermaphroditus), mammifero della dimensioni di un gatto, appartenente alla famiglia delle Viverridi, originario del sud-est asiatico e della Cina. Questo simpatico animaletto (che a tratti ci ricorda il Gurzo)  deriva il suo nome di Hermaphroditus dal fatto che sia i maschi che le femmine possiedono ghiandole odorifere sotto la coda che ricordano dei testicoli, con le quali spruzzano una secrezione maleodorante. In Shri Lanka sono famosi perchè insozzano con la loro spazzatura le soffitte e disturbano gli abitanti perché molto rumorosi. L’alimentazione di questi simpaticoni prevede, fra le altre cose, le bacche del caffè che, parzialmente digerite, vengono defecate insieme ai resti di altre cibarie. Caso vuole che in Indonesia abbiano pensato bene di raccogliere dagli escrementi le bacche indigerite del caffè  ed utilizzarle, previo lavaggio (…), come si farebbe di consueto con il chicco proveniente da altre lavorazioni. Direbbe mio padre “Dove c’è gusto non c’è perdenza”, ma poiché noi occidentali la sappiamo lunga, abbiamo pensato bene di farne un business. Come potevamo lasciarci sfuggire l’occasione di prendere del caffè digerito e cagato da una bestia puzzona e rumorosa (sospettata di aver veicolato la SARS all’uomo) e trasformarlo in una prelibata bevanda dal nome esotico di Kopi Luwak  commercializzandola alla modica cifra di 500€ al Kg? C’è gente che paga 5 euri a tazzina per gustarlo. Leggendo in rete si scopre che la “lavorazione” enzimatica dello zibetto  sottrarrebbe al chicco il caratteristico sapore amaro, addolcendo la bacca e rendendo l’aroma floreale e fruttato, miracoli della natura. Alcuni sostengono che in realtà abbia un sapore un po’ bruciaticcio (per via della torrefazione post-digestione) e che in definitiva il risultato non si discosti molto dall’originale. Io non sono una tipa schizzinosa e chi mi conosce lo sa bene, ho mangiato bruchi affumicati dell’Africa sub-sahariana e berrei il caffè di zibetto senza neanche un problema sulla sua provenienza; il punto non è bere la merda dello zibetto, ma sentirsi fighi perché lo si fa, è tutta un’altra storia…

Buon ascolto…
Ma perché, come mai, ma perché,

in cucina non ci entro mai,

eh?

Cosa c’è nella padella

mmm che profumino,

fai assaggiare un pezzettino? Leggi il resto di questa voce

Petit Château

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Le Petit Château è un centro di accoglienza situato in Belgio (Brussels) che un tempo fu prigione per gli italiani che, venduti dall’Italia come minatori, si rifiutavano di onorare il loro contratto e non volevano scendere nelle buche di 1000 e passa metri come quella tristemente nota di Marcinelle. Lo Stato italiano si appresta a demolire la cartiera di Rosarno, peccato. In una realtà parallela lo stanno pulendo e trasformando in un bellissimo centro di accoglienza dove gli immigrati dell’Africa hanno acqua corrente, letti puliti, sale ricreative, biblioteche e cittadini volenterosi imparano da loro a fare il cous-cous offrendo in cambio un sorriso e calore umano… Questo però in un mondo-altro che noi non conosciamo. Sono stanca di accendere la televisione, prendere il bus, andare al bar e sentire sempre le stesse litanie ignoranti. A quelli che mi dicono che “Se la sono presa con i cittadini che non c’entrano niente” voglio solo fare un invito a riflettere sul fatto che siamo tutti responsabili delle condizioni di lavoro di TUTTI nel nostro Paese, perché di questo sistema economico (alla frutta) facciamo parte anche noi. Quando con i soldi risparmiati dall’acquisto del barattolo di pelati a 30 cent, della pasta a 60 cent, delle arance a 80 cent ( e così via), ci compriamo il quarto cellulare, non ponendoci il problema di come l’azienda contenga i costi, anche noi siamo responsabili. E non parlo solo di tutela del lavoro nero in nero, ma dei nostri operai che con la beffa della flessibilità fanno ore ed ore straordinari non retribuiti, dei precari giovani e meno giovani, degli autonomi che versano contributi assurdi per una pensione paragonabile a quella sociale e via discorrendo.  Stamane ho sentito il solito leghista cavalcare l’onda del “Questi ci tolgono il lavoro”poiché l’Italia è piena di giovani disoccupati disposti a fare i braccianti agricoli; posso essere d’accordo con lui, ma il punto è un altro: quanti imprenditori sono disposti a pagare ad un bracciante tutto il dovuto? Quanti governanti si impegneranno per individuare lo sfruttamento, perseguire i colpevoli, sequestrare proprietà accresciute con la truffa e convertirle in cooperative agricole che accolgano i lavoratori bisognosi e volenterosi? Chi ci darà la dimostrazione che stavolta non c’è la volontà di manovrare la caccia al negrùn per far vedere che lo Stato interviene per il bene della cittadinanza indifesa e con l’aiuto della camorra buttarla ancora una volta in politica e in caciara, sulle spalle di cittadini e schiavi incolpevoli e inconsapevoli?

P.S.

Stavolta davvero avrei preferito non avere una canzone appropriata…

 

Mio padre seppellito un anno fa,

nessuno piu’ a coltivar la vite,

e verde rame sulle sue poche, poche unghie,

e troppi figli da cullare.

E il treno io l’ho preso e ho fatto bene

spago sulla mia valigia non ce n’era

solo un po’ d’amore la teneva insieme,

solo un po’ di rancore la teneva insieme. Leggi il resto di questa voce

Parklife

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Sono rimasta lontana per molto tempo, forse avevo poco da dire o forse non avevo voglia di dire nulla, non ha poi molta importanza. Questo posto è solo mio ed aveva bisogno di "decontaminarsi" per un po’. Ho cambiato alcune cose di recente ed ora mi sento di nuovo a casa. Come di ritorno da un lungo viaggio, ho bisogno di riappropriarmi dei miei spazi e capire cosa fare, ma sono certa che pian piano ritornerò ad essere ciò che ero prima. Non ho molte idee al momento, su come rinverdire antichi fasti o rispolverare vecchi filoni speculativi, ma una cosa è certa, il jukebox non smetterà mai di suonare. Ed è con questa certezza nel cuore che, in perfetto stile jukeboxblog vi do il ben tornati con la Zelda’s selection di oggi, che non può essere che questa: buona vita a tutti!

 
Confidence is a preference for the habitual voyeur

of what is known as (parklife)
And morning soup can be avoided
if you take a route straight through what is known as
(parklife)
John’s got brewers droop
he gets intimidated by the dirty pigeons
They love a bit of it (parklife)
Who’s that gut lord marching…
you should cut down on your porklife mate…
get some
Exercise

All the people
So many people
They all go hand in hand
Hand in hand through their parklife

Know what I mean
I get up when I want except on Wednesdays
when I get rudely awakened by the dustmen
Parklife
I put my trousers on, have a cup of tea
and I think about leaving the house (parklife)
I feed the pigeons I sometimes feed the sparrows
too it gives me a sense of enormous well
Being… parklife
And then I’m happy for the rest of the day
safe in the knowledge there will always be a bit
Of my heart devoted to it …parklife

Parklife (parklife)
Parklife (parklife)

It’s got nothing to do with vorsprung
durch technic you know
And it’s not about you joggers
who go round and round and round
Parklife (parklife)

(Blur – Parklife)