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Di cicciocospi e dintorni

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Di cicciocospi e dintorni

Appartengo a quel gruppo di psicopatici che quando si imbatte in un annuncio di lavoro che non rispetta le regole, lascia un messaggio, lo segnala o ne chiede la rimozione, perché vedere ancora oggi pubblicate richieste fantasiose rivolte a “donne max 26anni bella presenza” per fare un qualsiasi lavoro a contatto con il pubblico, mi mette proprio di malumore. Questo genere di richieste credo sia segno di grande inciviltà, nonché di decadenza di una società ormai al capolinea. La discriminazione in tutte le sue forme deve essere bandita anche dagli ambiti lavorativi, sempre, anche se spesso le istanze di chi chiede correttezza nelle selezioni, vengono rigettate, a partire dall’aspirante commessa ritenuta troppo “racchia e cicciona” per arrivare al ricercatore non raccomandato, passando anche da chi professa un determinato credo. Se è vero che la legge non consente discriminazioni religiose, è anche vero che consente di selezionare un lavoratore in base a titoli e competenze, per il ruolo richiesto. Per fare un esempio sul caso che in queste ore è salito agli onori della cronaca, se ho bisogno di un urologo, non posso aprire un bando per conferimento dell’incarico ad un neurochirurgo. Se devo potenziare l’unità operativa di chirurgia della mano, il chirurgo vascolare non partecipa e non se ne lamenta, perché semplicemente non ha i requisiti. Il bando del San Camillo di Roma che sta scuotendo le coscienze di chi non ha di meglio da fare che impicciarsi dell’utero altrui, risale al 19 ottobre 2015 ed è rivolto ai ginecologi che andranno espressamente inseriti nell’organico della struttura atta a garantire l’applicazione della legge 194/1978. Seguendo il link potrete accedere al bando che sta giungendo in questi giorni alle ultime fasi di selezione e potrete leggere con i vostri occhi che in nessun punto è scritto che non è aperto agli obiettori, qui non si crea alcun precedente, ma si cerca di garantire un diritto che dal 1978 non si riesce a garantire perché viviamo in un paese a dittatura cattolica, in cui vari esponenti della Chiesa insistono con il voler mettere bocca su una faccenda che non li riguarda. Non è l’ospedale che esclude gli obiettori a priori, ma fa presente che la struttura in cui saranno inseriti è quella in oggetto e di fatto sono gli obiettori che si escludono da soli, rifiutandosi di praticare le procedure che in questo particolare servizio devono essere garantite per legge. Il bando è finalizzato all’assunzione di un medico da impiegare nel servizio di IVG perché è lì che manca personale sanitario, ma è proprio questo che fa scalpore, il fatto di ricordare che è una struttura assistenziale che merita dignità al pari delle altre e che a causa proprio di tutte quelle obiezioni che sono state garantite, ora necessita di un potenziamento di un organico dedicato. Invece secondo le associazioni che si sono sentite lese (i medici cattolici e la CEI) e anche secondo la ministra Lorenzin, si sarebbe dovuto procedere in altro modo per non turbare i medici cattolici e non privarli del loro diritto ad essere assunti sempre e comunque. Quindi in caso di posti vacanti si deve procedere ad un bando generico per assunzione e poi a conclusione dell’assegnazione, verificato che “Toh! pure questo è obiettore”, aprire un secondo bando per la richiesta di mobilità di un medico da assegnare a quell’unità. Al di là del fatto che possiamo discutere di discriminazione fino all’estinzione della razza umana, mettendo da un lato il diritto del medico a tener fede alle proprie convinzioni religiose e dall’altro il diritto della donna ad esercitare le scelte che la legge dello Stato italiano le garantisce, da un punto di vista meramente pratico, a voi sembra normale? Tutto sto casino per assumere un medico disposto ad attuare una legge dello Stato se richiesto? Ottobre 2015, al San Camillo vengono banditi un concorso per assegnazione di un posto di dirigente medico da inserire nel settore  Day Hospital e Day Surgery in cui si esegue IVG ed un avviso di mobilità  con le stesse finalità, per un totale di due nuovi medici assegnati alla struttura. Quando la ministra fa riferimento alle procedure  “legali” sostiene che un ospedale non possa bandire un posto per una struttura specifica, perché i bandi sono per unità operativa (quindi facendo il servizio capo all’ Unità di ostetricia e ginecologia, si può bandire un generico posto di dirigente medico aperto ai ginecologi, senza indicare l’ambulatorio specifico di destinazione) e poi nel caso aprire bandi di mobilità per specifiche esigenze. Quindi ottobre 2015 bando per un nuovo posto (che a febbraio2017 vede la selezione ancora in corso ) e avviso di mobilità per sopperire alle eventuali necessità, come dire: continua ad assumere ginecologi potenzialmente inutili e spostane altri da altri posti a compensazione delle tue necessità. Comodo, pratico, veloce, economico e soprattutto ragionevole. Tutto questo perché sennò i preti si agitano, perché la tutela della donna arriva sempre dopo le garanzie che bisogna accordare a chiunque altro, perché in Italia i diritti sono sempre più fittizi e sempre meno reali. A farmi storcere il naso poi, ci sono le tempistiche, una bando del 2015 scatena la polemica oggi, dopo l’elezione di Trump ed il ritorno in auge di un dibattito che era già vecchio e superfluo nel 1978 . Per chi non lo sapesse, la media nazionale di obiettori è oltre il 70%, con picchi oltre 80% in molte regioni, l’obiezione non ha effetti solo sulle interruzioni volontarie praticate chirurgicamente, ma anche sulla  la somministrazione della RU486 e la prescrizione alle minorenni di quei principi attivi che sebbene l’AIFA abbia fatto immettere in commercio come metodi di contraccezione di emergenza (quindi legalmente non abortivi, ma contraccettivi), sono osteggiati dagli obiettori sia medici che farmacisti, perché in alcuni casi potrebbero agire anche a concepimento avvenuto, impedendo l’impianto di un ovulo già fecondato . L’odissea di una coppia che aveva necessità di ricorrere al Levonorgestrel (pillola del giorno dopo) prima dell’autorizzazione a venderla senza presentazione di ricetta medica, poteva durare anche giorni, toccando vette di idiozia incommensurabile. Io penso che non sia più ammissibile garantire ai cattolici privilegi che non sono concessi ad altre religioni e che costituiscono pericolosi precedenti. Se da un lato condivido l’inserimento di una clausola di obiezione nella legge 194, resasi necessaria affinché all’indomani dell’entrata in vigore fosse rispettata la sensibilità di quanti al referendum si erano espressi negativamente, ed erano già in organico delle varie UO, si è poi omesso di creare nel corso dei decenni, le condizioni per garantire l’attuazione di una pratica legale e la regolamentazione di questo privilegio, affinché non fosse mantenuto a scapito del ben più grande diritto alla salute sancito dalla costituzione e normato nella fattispecie dalla 194. Il rischio insito in questa prassi è che se domani io mi inventassi la religione del Cioccocospesine che crede nell’inviolabilità delle cellule e del rame, secondo cui i tumori hanno l’anima e il rame sogna, potrei voler veder riconosciuto il mio diritto a rispettare la vita del mesotelioma e rifiutarmi di operare appellandomi alla clausola di obiezione. È inutile che mi si dica che la mia è una provocazione, perché il diritto di appellarsi alle proprie convinzioni non dovrebbero averlo solo i cattolici, secondo cui le donne ingerirebbero abortivi come caramelle se non ci fosse il loro paternalistico intervento, anche io voglio invocare lo stesso principio e delirare sul fatto che se garantisco al cattolico di credere, in deroga alla legge, che l’aborto sia omicidio, allora finirà che nessuno somministrerà più antibiotici perché anche i batteri sono vivi. E che dire degli antiretrovirali? Che vi ha fatto l’HIV? anche lui ha diritto di vivere…dove andremo a finire? Chi ha detto che la mia dignità di ciccocospa sia meno importante di quella di un cattolico? La realtà è che in Italia i cattolici sono privilegiati e la laicità dello Stato è una balla a cui ormai credono in pochi. In un ottica di rispetto delle convinzioni religiose, dovremmo rivalutare anche le mutilazioni rituali, di quelle non ne vogliamo parlare? Perché la circoncisione sì e l’infibulazione o l’escissione no? E chi decide quali aspetti di quali credi meritino di ricevere trattamenti speciali  e quali no? Perché è tanto difficile mettere un freno ad un privilegio che lede i diritti sanciti dallo Stato? L’abuso di potere che è derivato dall’esercizio dell’obiezione è disgustoso, cari cattolici, non vi piace che l’aborto sia legale? Scioperate, perdete giorni di lavoro/studio/tempo libero e andate  a manifestare sotto Montecitorio per farla abrogare se ci riuscite, non intralciate l’esercizio di un diritto in virtù delle vostre convinzioni, soprattutto non per quanto riguarda la distribuzione e la somministrazione di farmaci, è davvero intollerabile questa ingerenza ed esaspera gli animi. Io posso anche accettare che non si precluda ad un cattolico di praticare la professione in una struttura pubblica, ma pretendere che non si cerchino figure professionali dedicate ad assolvere ai compiti che loro rifiutano di svolgere è surreale e dimostra  la volontà di portare avanti le loro crociate con ogni mezzo grazie alla posizione privilegiata di cui i loro rappresentati hanno sempre goduto e che a questo punto non è più accettabile. Però attenti, perché come voi mettete in discussione il nostro diritto ad abortire, noi metteremo in discussione il vostro diritto ad obiettare e se fino ad ora non abbiamo obbligato nessuno ad andare contro le proprie convinzioni (a differenza di quanto continuate a fare voi quotidianamente che,  in nome di ipotetiche vite da salvare, ricorrete a mezzi e mezzucci per imporre la vostra visione delle cose a chi non professa il vostro credo), non è detto che se cercate lo scontro a tutti i costi, non si decida di chiedere una modifica della legge e pretendere che i dipendenti delle strutture pubbliche mantenute con i nostri soldi, garantiscano le prestazioni cui abbiamo diritto. Diversamente abbassate la cresta e accettate che nel 2017 a 40 anni dall’entrata in vigore delle legge che garantisce alle donne diritto alla procreazione cosciente e responsabile, sia applicabile su tutto il territorio nazionale e che per continuare a garantire a voi il diritto di obiettare, si proceda con assunzioni dedicate, perché adesso basta!